Umberto Bossi non è stato mai un uomo di destra. Eppure la sua storia politica, negli anni in cui ha veramente contato è stato, con posizione da primo attore, dentro il centro destra ideato e guidato da Silvio Berlusconi. È stato alleato con Alleanza Nazionale, la.destra di governo ideata da Gianfranco Fini, dopo aver detto: “mai con i fascisti”. Potrebbero sembrare due contraddizioni per chiunque ma non per chi, come Bossi, folgorato sulla via dell’ autonomismo, è stato capace di creare un immaginario di una nazione inesistente come la Padania che doveva essere libera come gridava dal pratone di Pontida ad una folla di leghisti esultanti.
Nella sua Varese, a 84 anni, vinto da una brutta e lunga malattia il Senatùr è andato oltre.Una malattia iniziata nel 2004 che lo mise fuori gioco per mesi ma che non gli impedi di tornare alla politica attiva, guidando la Lega fino al 2012, passando il testimone a Bobo Maroni. Da allora sono passati 14 anni, e nella Lega di Salvini Bossi non si riconosceva quasi più, pur essendone rimasto presidente a vita. La svolta nazionale e sovranista, seppure all’ acqua di rosa, voluta da Salvini, i rapporti di alleanza con formazioni europee di destra, erano un qualcosa di lontano dalla sua intenzione di un movimento autonomista e federalista. Alle ultime europee, dopo aver ricevuto la tessera d’onore del Patto per Il Nord, organizzazione, guidata da Paolo Grimoldi, che ha ripreso battaglie storiche della Lega Nordlo strappo più plateale di Bossi che dichiarò di votare l’ ex fedelissimo Marco Reguzzoni approdato in Forza Italia. Un paradosso se pensiamo al rapporto complesso e a volte burrascoso tra Bossi e Berlusconi dal tradimento del 1994 alla corsa solitaria della Lega del 1996 che favori’ la vittoria di Romano Prodi fino alla conciliazione del 2001, anno in cui la Lega ritorna nell’ alveo del centro destra
Di Umberto Bossi, animale politico di razza ,demolitore della prima Repubblica continuerò a parlare nei prossimi giorni.



