venerdì, Marzo 20, 2026
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De Marco ricorda Bossi: un finto ribelle che è peggio dell’ oppressore

(G.P)Ieri ha lasciato la vita terrena, Umberto Bossi, fondatore della Lega Lombarda, divenuta poi Lega Nord. Su questo blog ho pubblicato sull’argomento diversi articoli in suo ricordo. Molti ricordano il genio politico, la capacità, quasi da solo, di creare un movimento capace di essere uno dei protagonisti della rottamazione della prima repubblica, il suo essere antifascista e di diventare fedele alleato del centro destra. C’è anche chi come Marco Francesco De Marco che ne traccia un profilo diverso parlando di un finto ribelle che diventa peggio dell’ oppressore da combattere

Di  Marco Francesco De Marco 

Il nulla mischiato col niente.Da sempre comunista, anche se comunista semi analfabeta, usava la parola “fascista” come sommo insulto, e noi questo non lo abbiamo dimenticato. Inventò insieme ad altri scappati di casa una presunta patria, senza definirne mai i confini. Provocò la rabbia ed il livore del ceto medio borghese del nord inventandosi un sud Italia predone (con un reddito pro capite della metà rispetto al settentrione d’Italia).

Poi con una canottiera a volte macchiata di sugo di pomodoro cianciò di una specie di celtismo da baraccone ed altre buffonate varie, profanando il nome di Roma, e mentre chiamava “ladrona” l’Urbe Aeterna, mandava un suo scagnozzo ad intascare una tangente da 200 milioni. Di fronte a Di Pietro che lo interrogava per la sua tangente, balbettò come una mammoletta, a differenza di Craxi che gli tenne testa con orgoglio. Faceva il rivoluzionario con l’esercito dei 300 mila, ma poi tradiva Berlusconi su mandato di Scalfaro e D’Alema.

Tra una cazzata ed un’altra, immaginò che il suo successore per guidare la Lega dovesse essere suo figlio, quello intelligente, quello che comprò la “laura” in Albania. Deliri di un comunista con tentazioni monarchico ereditarie.

Ha campato e fatto campare con la politica i suoi figli, quelle belle facce intelligenti e vispe, ed ha infettato i pozzi dell’identità etnica, del valore delle differenze culturali interne alla nazione e tutti gli altri argomenti seri che ha parodiato insieme alla sua marmaglia di bestie incolte, che oggi votano Meloni mentre ieri votavano Salvini.

i (finti) ribelli a volte sono peggio degli oppressori. Questa è stata una di quelle volte.

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