venerdì, Febbraio 6, 2026
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Mercogliano: non salgo sul carro di Vannacci, il mio impegno resta al fianco di Indipendenza

Quando nasce un nuovo movimento politico (l’ennesimo) specie nell’ ambito della destra italiana, c’è curiosità circa i nomi degli aderenti. Su Futuro Nazionale sono stato simpaticamente interrogato da alcuni colleghi della stampa. Tutti mi davano Luigi Mercogliano come aderente al neo movimento del generale Vannacci. Io insistevo nel dire che Mercogliano fosse un dirigente di Indipendenza. Ho avuto ragione io. A conferma di ciò pubblico un post di Luigi Mercogliano 

Voglio esprimermi in modo chiaro, cosi da sgomberare il campo da equivoci, fraintendimenti e speculazioni provenienti in queste ore da più parti: non sono mai salito sul carro del vincitore, non inizierò a farlo adesso, proprio quando tutto il mondo che lo evitava fino a ieri corre oggi verso il salvatore della patria per salire sul suo carro vincente!
Ho scelto di stare al fianco di Gianni Alemanno. Una scelta sicuramente non di comodo, non opportunistisca considerate le condizioni in cui versa ingiustamente e da perseguitato politico il leader di Indipendenza da più di un anno. Credo che la strada sia quella di unire tutte le forze del dissenso, identitarie e valoriali, per costruire un fronte unico del sovranismo italiano, sociale popolare nazionale.
I vertici del Movimento, in continuo contatto con Gianni dalla sua ingiusta detenzione, sono al lavoro da tempo per costruire questa prospettiva, l’unica a mio avviso auspicabile e necessaria per risollevare l’Italia e tirarla fuori dalla zavorra politica europeista e atlantista al seguito della quale si è arenata da tempo grazie a questo governo e a tutti quelli che l’hanno preceduto. Per quel che mi compete continuerò a lavorare in silenzio e dietro le quinte per dare, se serve, il mio contributo affinché Indipendenza a tutti i livelli si radichi e cresca. E lo farò senza tralasciare la mia città, Napoli, per la quale esattamente dieci anni fa con un atto di coraggio che mi è costato caro, molto molto caro nel mio lavoro e nelle mie prospettive di carriera dirigenziale nel sindacato, fui candidato sindaco per il Popolo della Famiglia ottenendo un eccellente risultato con una candidatura che nessuno prima nel mondo pro life e family aveva avuto il coraggio di accettare.
Perché se è vero che combattere è un destino come dice Gianni, il mio destino non è sicuramente quello di ricercare la strada più comoda per accasarmi e intrupparmi come stanno facendo in queste ore tutti quelli – e sono tanti, specialmente a Napoli e in Campania – che sono specialisti nella pratica di cogliere il momento opportuno per piazzarsi e riposizionarsi alla bisogna.

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