La Lega, in versione nazionale, guidata da Matteo Salvini ha dimenticato di essere il sindacato di un territorio, quello settentrionale, essendo sbilanciata sul ponte di Messina e sulle recenti assunzioni di ben 300 forestali in Sicilia. Comportamenti sicuramente legittimi ma che poco piacciono ai leghisti della prima ora convinti di aver perso la propria rappresentanza politica. Leghisti che stanno trovando una nuova casa politica grazie al Patto per Il Nord, movimento federalista ed autonomista guidato da Paolo Grimoldi che vanta della benedizione del senatùr Umberto Bossi.
Un partito, nato poco più di un anno fa, che vanta ben 3 mila iscritti che ha già svolto un congresso federale al quale hanno preso parte anche delegazioni di Forza Italia e Fratelli d’Italia, che punta a candidarsi ovunque, a partire dai piccoli comuni.
Un ulteriore problema per Salvini che a destra ha il fattore Vannacci e a sinistra i leghisti della prima ora che non hanno rinunciato alle idee Forza di federalismo e di autonomia e che si sono organizzati sotto le insegne del Patto per il Nord con la benedizione di Umberto Bossi e di leghisti storici come Borghezio, Castelli,Pagliarini.



