Il Comitato Remigrazione e Riconquista ha sfilato questo pomeriggio tra le vie centrali di Piacenza, come già fatto a Brescia, portando in piazza oltre tremila cittadini. Dopo il lancio della raccolta firme per la proposta di legge legata al tema della Remigrazione, raccolta che inizierà il prossimo 30 gennaio, il sodalizio identitario continua la propria opera su tutto il territorio nazionale.
“Lo dobbiamo al nostro futuro”, si sente dal palco che ha accolto gli interventi nella parte finale della manifestazione. “La mafia antifascista”, dice Ivan Sogari uno dei promotori del comitato, “non ci fermerà coi suoi sporchi giochi, noi continueremo a lottare al fianco del popolo italiano fino a quando la Remigrazione non sarà una realtà”. I migliaia di manifestanti intonano l’Inno di Mameli e scandiscono all’unisono il coro “Italia, Nazione, Remigrazione”.
“Quella che portiamo in piazza è l’unica proposta concreta per difendere l’Italia”, si alza la voce di uno degli interventi. Vengono ricordate le tragiche vicende di Pamela Mastropietro, di Desirée Mariottini e di Saman Abbas. “Siamo passati anche a Piacenza, poi saremo a Prato e a Bolzano. Ai primi di febbraio ci trovete in tutte le piazze italiane”, dice Salvatore Ferrara vicepresidente del comitato. “Voglio ricordare le decine di migliaia di messaggi che abbiamo ricevuto sui social, ci scrivono perché siamo politici di strada e sappiamo cosa serve per risolvere i problemi della Nazione. Ognuno di noi con la propria firma può essere protagonista per attuare la Remigrazione. Tajani ha richiamato l’ambasciatore italiano per i fatti di Crans-Montana, ma quando succedono stupri commessi da stranieri nessun politico interviene”, conclude Ferrara.
L’ultimo intervento spetta al presidente delComitato Luca Marsella. “Noi non dobbiamo avere paura, portiamo la nostra voce nei palazzi del potere in un’epoca che vorrebbe ridurci al silenzio. L’antifascismo voleva impedirci di sfilare in piazza oggi, ma non ci hanno fermato. Questo sistema mafioso ha le ore contate perché alcuni italiani non si arrendono. Guardate la fallimentare gestione dell’immigrazione, vogliono relegare in un angolo chi si oppone a tutto questo. Qui ci sono padri, madri, lavoratori, studenti e precari tutte persone che vogliono riprendersi l’Italia”, prosegue Marsella. “Pronunciamo la parola Remigrazione e rifiutiamo l’etichetta di deportazione, ma ci mettiamo la faccia qui non ci sono interessi personali. Non ci va bene il decreto flussi che nei prossimi tre anni porterà altri 500mila immigrati, basta con questa retorica. Non esistono lavori che gli italiani non vogliono più fare, ma devono esistere stipendi dignitosi non una manciata di euro per raccogliere i pomodori. La Remigrazione è una questione di identità e dobbiamo invertire la rotta altrimenti spariremo. Chi vuole vietarci, venerdì prossimo, di parlare alla Camera è un pagliaccio”. Il grido “Viva l’Italia” chiude la manifestazione ordinata e senza tensioni.



