Il quadro che emerge dalla relazione della Commissione Antimafia non è solo grave, è inquietante: la Lega è stata oggetto di un vero e proprio spionaggio sistematico. Non siamo più nel campo delle ipotesi, ma davanti alla prova di un uso distorto e abnorme delle banche dati riservate dello Stato, utilizzate come un’arma per colpire il nostro partito. I dossieraggi non nascevano da attività investigative, ma da accessi privi di giustificazione i cui contenuti finivano sistematicamente agli organi di stampa. Come abbiamo ribadito, è inaccettabile che sotto la gestione di De Raho la Procura Nazionale Antimafia sia diventata un terminale di pressione politica. Si è verificato un cortocircuito pericoloso: strutture nate per difendere la legalità risultano coinvolte in meccanismi di delegittimazione. La libertà di stampa è un pilastro irrinunciabile, ma non può diventare lo schermo dietro cui giustificare l’uso di informazioni acquisite illegalmente. Il fatto che la Lega sia il bersaglio numero uno di questi spioni dimostra il tentativo di cambiare, per via giudiziaria e mediatica, il destino della storia d’Italia”.
Lo ha affermato in una nota, Gianluca Cantalamessa senatore della Lega



