Marine Le Pen è stata giudicata colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici, con una condanna che comporta anche l’ineleggibilità per i prossimi cinque anni e rischia quindi di mettere una pietra tombale sulle sue aspirazioni presidenziali.
Il leader del Rassemblement National è stata condannato insieme ad altri otto eurodeputati dal tribunale di Parigi, in un processo che aveva visto alla sbarra lei e altri 23 esponenti del partito della destra radicale francese. “Oggi non è solo Marine Le Pen a essere condannata ingiustamente: è la democrazia francese a essere giustiziata”, è stato il commento su X di Jordan Bardella, presidente del partito e delfino di Le Pen.
Le Pen e i parlamentari condannati con lei sono stati giudicati colpevoli di aver utilizzato i fondi del Parlamento europeo destinati agli assistenti per pagare invece persone che in realtà non lavoravano direttamente per loro ma per il partito. Il tribunale ha stimato che in tutto la perdita totale per le casse di Bruxelles è stata di 2,9 milioni di euro. Anche dodici assistenti processati insieme a loro sono stati giudicati colpevoli di ricettazione.
Gli imputati hanno affermato che il denaro è stato utilizzato legittimamente e che le accuse definiscono in modo troppo restrittivo le funzioni di un assistente parlamentare. Ma la giudice Bénédicte de Perthuis ha invece stabilito che “è stato dimostrato che tutte queste persone stavano effettivamente lavorando per il partito e che il loro deputato (dell’Ue) non aveva dato loro alcun incarico”. “Le indagini hanno anche dimostrato che non si trattava di errori amministrativi, ma di appropriazione indebita nell’ambito di un sistema messo in atto per ridurre i costi del partito”