sabato, Aprile 25, 2026
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Quattro piazze per circondare la Lega

di Roberto Maggioni

Fonte Il Manifesto

 

 

Solo Matteo Salvini poteva riuscire nel capolavoro di portare in piazza contro le sue confuse idee remigrazioniste un arco di soggetti che è andato dai centri sociali a Forza Italia.

Milano ha respinto il razzismo leghista surclassando numericamente piazza Duomo. Secondo gli organizzatori sono state 30 mila le persone che complessivamente hanno partecipato alle iniziative contro il raduno leghista. La giornata inizia in modo insolito: alle 10 di mattina all’Arco della Pace esponenti di Forza Italia guidati dal responsabile immigrazione del partito a Milano Amir Atrous erano in piazza insieme ad alcune persone di seconda generazione che vivono e lavorano in città. «Con coraggio» il titolo dell’iniziativa. «Salvini strumentalizza, Forza Italia è per la società multietnica» spiega Atrous, che per questa manifestazione ha avuto la benedizione dei nuovi vertici vicini alla famiglia Berlusconi e ha aperto una frattura con la Lega. «Ognuno fa quel che vuole» taglia corto Salvini. «Siete la stampella della sinistra» attaccano i consiglieri comunali milanesi della Lega.

Dalle 14 la moltitudine antifascista e antirazzista milanese circonda piazza Duomo con una serie di presidi confluiti in un grande corteo che sfila fino a lambire la zona rossa della polizia messa a protezione dei leghisti in piazza Duomo. Quattro appuntamenti: a piazza Santo Stefano per le famiglie con bambini piccoli, a piazza Argentina per i gruppi palestinesi, a piazza Lima per il centro sociale Cantiere, le associazioni, i partiti (Avs e Rifondazione con striscioni e bandiere, il Pd, la Cgil e l’Anpi in modo informale, senza striscioni o bandiere) ma soprattutto la fiumana di persone che ha voluto esserci fisicamente contro ilraduno dei leghisti. E in piazza Tricolore per i centri sociali Zam e Lambretta e la rete Antifa. Questo corteo sfila fino all’imbocco di San Babila, nel tentativo di avvicinarsi a piazza Duomo. Vengono respinti dagli idranti della polizia che rinfrescano le prime file del corteo in un pomeriggio con temperature più alte della media stagionale.

Nel corteo da piazza Lima convergono tutti gli altri spezzoni. Arrivati in piazza Oberdan, gli attivisti del Cantiere appendono uno striscione davanti alla vecchia redazione di Libero: «Milano è migrante e partigiana». Frase che dà il senso della giornata e che rilancia la prossima piazza, quella del 25 Aprile. «Con la remigrazione Milano non esisterebbe» dice una delle manifestanti arrivata in piazza con una bimba. «Milano da sempre accoglie chiunque, il problema oggi è l’espulsione di chi non riesce ad arrivare alla fine del mese» dice un signore attivo nei comitati cittadini che stanno dando battaglia sulle questioni urbanistiche milanesi. Ci sono quelli del Naga e della rete Mai Più Lager – No ai Cpr che con gli immigrati hanno ache fare tutti i giorni.

 

«Dentro ai centri di detenzione la situazione è sempre peggio – dice un’attivista – E i decreti del governo che vogliono vietare l’uso del cellulare dentro alle strutture peggioreranno ancora di più la situazione». Mentre i leghisti parlano di remigrazione, il Cpr milanese di via Corelli è diventato un manicomio dove vengono scaricate persone migranti con problemi di salute mentale. Da un palazzo in costruzione gli operai, tutti egiziani, applaudono al passaggio del corteo. Quando arrivano le bandiere palestinesi fanno il segno della vittoria con le dita. Dalle manifestazioni per la flottiglia dell’anno scorso, i cortei milanesi si sono rimescolati. C’è un pezzo di manifestanti che si è conosciuto in quelle giornate e ha condiviso pomeriggi e sere in piazza per Gaza e che ora sta popolando anche manifestazione non direttamente collegate alla questione palestinese. «Piazza Duomo oggi è violenta per le idee che sta diffondendo – dice una ragazza – Non possiamo accettare lo sdoganamento di idee che producono soltanto odio e rancore nella società».

Dai centri sociali il messaggio finale è che «ancora una volta abbiamo saputo dimostrare una risposta compatta e determinata a chi cerca di appioppare valori che con questa città non c’entrano nulla. L’invito è quello di continuare ad organizzarsi». E per la festa della Liberazione, il 25 Aprile piazza Duomo tornerà a riempirsi di antifascisti.

 

 

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