Stefano e Virgilio Mattei furono vittime innocenti della strage di Primavalle, uccisi dall’odio politico in una delle pagine più buie della nostra storia repubblicana. Per troppo tempo su quella tragedia sono calati silenzi, imbarazzi, rimozioni. La memoria, però, non può essere selettiva, né piegata alle convenienze. Restituire verità e dignità a quei fatti significa difendere un principio fondamentale: ogni vita spezzata dalla violenza merita rispetto, giustizia e riconoscimento, senza ambiguità. Lavorare per una memoria condivisa è il fondamento della democrazia, ma resta un traguardo ancora lontano se persistono letture parziali e atteggiamenti che finiscono per distinguere tra vittime, attribuendo ad alcune un valore minore. Finché non si avrà il coraggio di riconoscere ogni dolore senza filtri ideologici, non potrà esistere una memoria davvero comune, né una piena maturità democratica. Questo è l’appello che faccio alla sinistra, che non disdegna di fare quei distinguo neanche durante le commemorazioni nelle Aule parlamentari”.
Lo scrive in una nota, diffusa alla stampa, Cinzia Pellegrino, senatore di Fratelli d’Italia



