Matteo Salvini, segretario federale della Lega mi ricorda il classico pugile suonato che continua a prendere pugni sul ring e imperterrito insiste nel praticare lo sport così amato.
In queste ore, Salvini, nonostante l’addio del generale Vannacci (schiaffo del soldato) continua a dichiararsi contento. Lo era pure quando i nordisti del suo partito guidati da Grimoldi e Castelli hanno dato vita al Patto per il Nord o quando la Corte dei Conti intervenne sulla questione Ponte sullo stretto. Comportamento tipico di un pugile suonato che non comprende più manco da dove arrivano i colpi.
Un pugile suonato che non ascolta più nessuno.Erano stati in tanti, ricordo Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato,che avevano messo in guardia Salvini sull’inseguire Vannacci, piazzato come capolista alle Europee in tutti i 5 collegi, al fine di evitare la debacle elettorale e nominato vice segretario federale.
L’ultima settimana per Salvini ricorda quella fatale del Papeete, dei pieni poteri. Questo è un anno che gira malissimo per il “capitano” e non solo per il caso Vannacci. Tra tasse sulle banche che non ci sono, legge Fornero che resta in piedi, con età pensionabile aumentata, flat tax che non arriva, armi e soldi all’Ucraina che non si fermano mai. Ponte sullo stretto bocciato dalla corte dei conti nel mese di ottobre,
Dopo l’estate del Papeete, che vedeva Salvini all’ apice del successo e del consenso, con la Lega primo partito, ora arriva l’inverno del Papeete 2. Una stagione che si prospetta all’ insegna del pensiero debole, dello scontento e delle contestazioni interne. Chissà se il pugile suonato resterà ancora segretario federale della Lega o verrà sostituito da Zaia o da qualche altro leghista? Ai posteri l’ ardua sentenza



