Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale,inizia a delineare i contorni della sua possibile squadra, tra aperture, valutazioni prudenti e chiusure nette. In un confronto diretto sui nomi che potrebbero affiancarlo, il generale non si sottrae al gioco e offre indicazioni chiare sulle figure che considera compatibili con il suo progetto.
Il primo nome è quello di Mario Borghezio, storico esponente della Lega Nord, già parlamentare europeo per diverse legislature.Vannacci non nasconde una certa sintonia: “Ci ho interloquito spesso. È una persona che ha caratterizzato l’esperienza politica italiana negli ultimi venti anni, una una persona di esperienza. Perché no, certo”. Parole che suonano come un’apertura significativa. Alla domanda se l’ex eurodeputato sia “più dentro che fuori”, Vannacci rilancia: “Dobbiamo assolutamente confrontarci con lui: è una figura che può dare ancora molto, forte di un’esperienza che ha attraversato gli ultimi venticinque anni di storia politica italiana”. Un profilo, dunque, ritenuto solido e potenzialmente utile.
Diverso il caso di Cicalone, figura non proveniente dal mondo politico tradizionale. “Non è un politico, ma ha un’impostazione che mi piace. Ha un passato di tutto rispetto. Ci siamo conosciuti, può essere valutato”, afferma Vannacci. Un’apertura cauta, che lascia spazio a un possibile coinvolgimento, pur senza sbilanciarsi.
Chiusura netta, invece, su Aboubakar Soumahoro: “Ma per l’amor del cielo, ma chi mi rappresenta? Siamo seri”. Una presa di distanza decisa, che esclude ogni ipotesi di collaborazione.
Infine, Mario Adinolfi. “Non lo conosco”, precisa Vannacci, che però ne riconosce la vicinanza su alcuni temi: “Rappresenta valori che sostengo: la famiglia naturale ancorata alle tradizioni. Può essere un interlocutore”. Un’apertura sul piano valoriale, più che personale, che potrebbe tradursi in un dialogo.



