Ancora una volta la cultura, in questo caso musicale, viene politicizzata. E questa volta è successo a Pescara con i Litfiba ed il suo leader Piero Pelù che è riuscito ad intervallare ogni brano ad un pensiero politico più ideologizzante che concreto. La cultura dovrebbe essere scevra da condizionamenti ideologici.
Ed invece continuiamo a vedere persone sicuramente ben pagate, che conducono una vita senza privazioni, dirci cosa fare e come fare secondo le loro ideologie per lo più teoriche.È come se uno scienziato durante un convegno si mettesse a fare proclami ideologici.Hanno le loro canzoni, i loro scritti, le loro opere per dire ciò che pensano ed il pubblico, gli ascoltatori, i lettori farsi una propria idea.
Usiamo la cultura per accrescere il sapere e non per professare la propria posizione politica. Ha ragione Francesco De Gregori che rifiuta fermamente l’idea dell’artista come “santone” o educatore politico.”
Lo afferma in una nota, Guerino Testa, deputato di Fratelli d’Italia



