“Prima di tutto, profonda gratitudine al nostro sistema di sicurezza e intelligence che ha individuato questo e altri casi di cui talvolta neppure si parla. In secondo luogo, il problema della radicalizzazione delle seconde e terze generazioni comincia a mostrare la sua complessità. Vivono nel rancore e nel risentimento, come hanno mostrato le immagini di Parigi, incapaci di capire che in Italia come in tutta Europa valgono i nostri valori e le nostre leggi. Chi si trasferisce a casa nostra deve accettarle e adeguarsi alle regole del popolo ospitante. Ecco perché contrastiamo i flussi irregolari e la catena di assurdi equivoci: gli affari legati a trafficanti di uomini e scafisti, il reclutamento della criminalità per la manovalanza (che poi sale di livello e si mette in proprio), il business della finta solidarietà che ha lucrato miliardi su gente disperata, incoraggiando l’emigrazione, il ruolo ambiguo delle Ong, il caporalato e lo sfruttamento del lavoro nero, la concorrenza sleale verso i lavoratori italiani con condizioni economiche al ribasso, le periferie fuori controllo, la discriminazione sistematica delle donne… un disastro che può solo generare conflitto.
Dalle banlieu parigine al Mocenpick di Bruxelles, al terrorismo, alle baby gang. Sembrano svanite nel nulla le conquiste in diritti e serenità ottenute da decine di generazioni operose che hanno costruito una società giusta, che rischia via via il dissolvimento. In Italia, impediremo questa deriva, finché governerà la destra.”
Lo dichiara in una nota, Fabio Ramelli, vice presidente della Camera dei Deputati ed esponente di spicco di Fratelli d’Italia



