“La proposta avanzata dal Partito Democratico di definanziare la stazione internazionale della Torino-Lione per destinare quelle risorse alla Metropolitana di Torino dimostra o una preoccupante incompetenza amministrativa, o un cinismo esasperato con il quale si specula sul futuro della Val di Susa nel nome degli equilibri del campo largo. Si mettono letteralmente insieme capre e cavoli, confondendo risorse europee destinate a un’infrastruttura strategica internazionale con finanziamenti che appartengono a tutt’altra programmazione.
Ancora più grave è che si faccia finta di ignorare lo stato di avanzamento dell’opera. La Torino-Lione è un cantiere pienamente operativo: sono già stati scavati 49 dei 164 chilometri complessivi di gallerie, con 15 fronti di scavo aperti, oltre 4 miliardi di euro di contratti già assegnati e circa 3.000 lavoratori impegnati quotidianamente nei cantieri. Pensare di fermare o modificare profondamente il progetto con un atto propagandistico significa non conoscere i dossier oppure scegliere deliberatamente di prendere in giro i cittadini. Comprendiamo le difficoltà di chi non riesce ad accettare che il macchinista – per restare in tema – del campo largo sia Chiara Appendino, ma anteporre gli interessi di una coalizione litigiosa a quelli del Piemonte e dell’Italia è irresponsabile”.
Lo ha affermato in una nota, diffusa alla stampa, Roberto Ravelli, vice capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale del Piemonte



