di Giulio Ucciero
Fonte Huffington Post
Il generale ha fatto flop, altroché”. Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, gongola appena lo smartphone si accende con i risultati di Reggio Calabria. Un’esultanza che testimonia la tensione, evaporata a dato acquisito. Alle suppletive alla Camera il seggio viene conquistato da Fabio Roscioli, tesoriere azzurro, molto vicino alla famiglia Berlusconi, mentre si ferma attorno al 10% Mimmo Giannetta, ex FI, candidato da Roberto Vannacci per tentare lo sgambetto alle forze di governo. La partita era tutt’altro che locale, come conferma Giorgia Meloni: “Premiata una coalizione compatta e radicata”, tira un sospiro di sollievo la premier. Il generale non ha sfondato, ma la rincorsa a destra, da qui alle politiche del 2027, non è affatto conclusa.
Roma, zona Torrino. Giorgia Meloni apre le porte di casa ai leader di maggioranza. Sul menù la manovra e le candidature nelle prossime città al voto, Milano tra tutte. L’antipasto, però, è tutto calabrese. Matteo Salvini, Maurizio Lupi e Antonio Tajani se ne vanno prima che il dato di Reggio si cristallizzi. Nessuno ammette l’apprensione, montata negli ultimi giorni. Girano sondaggi fake ed exit poll impazziti. Ci si aspettava uno sfondamento di Vannacci: non è successo. “Ci confermiamo un pilastro del centrodestra”, esulta Tajani, anche se Roscioli è stato trainato più dall’area di Roberto Occhiuto, governatore calabrese con buoni uffici ad Arcore, che dai fedelissimi del vicepremier.Non è tempo di rivangare lotte intestine, ma è difficile comunque per Tajani – in serata a Milano, non a Reggio – intestarsi pienamente una vittoria sventolata dall’ala liberale del partito. Alle 16 c’è già chi organizza il palchetto per il brindisi, con tanto di discorso. Nel capoluogo, ad attendere il risultato, spiccano il vulcanico sindaco Ciccio Cannizzaro e la capogruppo al Senato Stefania Craxi. C’è anche Claudio Lotito. Ma la regia è di Occhiuto, che mercoledì presenta il libro “Il coraggio di governare” per rilanciare la competizione interna ai danni di Tajani. A Reggio sfilano gli esponenti considerati più vicini a Marina Berlusconi. Il ministro Paolo Zangrillo, che fa da sponda con la famiglia, in un comunicato in cui Tajani non è neanche citato, celebra la “vittoria dei valori di Forza Italia”.
In un’altra saletta della città, i sostenitori di Giannetta, ex capogruppo di FI in comune a Reggio, non drammatizzano. I vannacciani si aspettavano di più, puntavano a superare abbondantemente la doppia cifra, parlavano della Sassonia italiana, in riferimento al boom degli amici dell’estrema destra di AfD nel Land tedesco. A metà pomeriggio a Montecitorio Rossano Sasso, alfiere del generale dalla Puglia, predicava calma. L’acquolina c’era tutta. Nonostante la bassa affluenza (22%), lo scippo a Forza Italia di uno dei suoi uomini di riferimento in città e la carica mediatica, il dato di Futuro nazionale, invece, supera di qualche punto il trend nazionale: Vannacci si ferma al 10%. Secondo il Viminale, Roscioli è al 52%. Sotto, il campo largo con Francesco Antonio Benedetto, 36%.
Coalizione salda e nessuno sgambetto, è il ragionamento dalle parti di governo. “Il centrodestra si conferma unito anche nelle suppletive di Reggio Calabria, imponendosi sul campo larghissimo delle opposizioni”, Vannacci compreso, è lo statement della premier, che parla di “coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori”. Un messaggio con destinatario chiarissimo. Lo spettro, però, non è spazzato via. A Reggio il centrodestra lo sfanga, senza perdere pezzi. Ma la partita era viziata da un radicamento molto forte della maggioranza, soprattutto con Forza Italia, nella provincia. Anche alle elezioni del 2022 la destra aveva trionfato qui. Soprattutto, il sollievo reggino non fa dimenticare i sondaggi nazionali, che continuano a preoccupare Palazzo Chigi. Meloni sa che, a oggi, il centrodestra senza Vannacci rischia di non ottenere la maggioranza. Anche con la nuova legge elettorale. Il generale può non aver sfondato a Reggio, ma il suo fantasma continuerà a tormentare la destra di governo.



