Si chiama Gianluca Pini. E’ un ex deputato della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, il motore della raccolta firme che apre un nuovo fronte di dissenso alla leadership di Matteo Salvini. Una raccolta firme di cui ero a conoscenza, grazie ad un lettore leghista doc del blog, che doveva restare segreta, fino a quando qualcuno non l’ha segnalata ai grandi media come Sky Tg 24. “Da quel momento, i telefonini dei “congiurati” Pini in testa, si sono surriscaldati, in quanto già da mesi circolavano voci di fronde interne e richieste di cambio della dirigenza targata Salvini.
Pini è un leghista delle origini,di un Lega sindacato del Nord contrario da sempre alla svolta nazionale imposta da Salvini nel 2017
Pini appartiene alla “vecchia guardia” della Lega, il partito-sindacato del Nord precedente alla svolta “nazionale” di Salvini, quello che si riconosceva nell’insegna verde del “Sole delle alpi” e non nel blu del nuovo partito, sorto nel 2017 anche per staccarsi dal fardello dei 49 milioni che la vecchia Lega deve restituire allo Stato. Parte quindi da Forlì,ì il comitato della vecchia guardia:
Il vecchio partito fondato da Bossi dal punto di vista formale non è mai morto, ma è stato tenuto commissariato negli ultimi nove anni, come una sorta di bad company che ha in pancia il maxi-debito, che viene poco alla volta ripagato. Il tentativo di Pini e di un gruppo di ex parlamentari e segretari provinciali è quello di riportare attiva la vecchia Lega nord, per farla debuttare già alle prossime elezioni politiche. Di un ritorno del simbolo della Lega Nord alle politiche del 2027 è convinto Pini che dichiara: ” Il vecchio partito di Bossi dal punto di vista formale non è mai morto, ma è stato tenuto commissariato negli ultimi nove anni, come una sorta di bad company che ha in pancia il maxi-debito, che viene poco alla volta ripagato. Il tentativo di Pini e di un gruppo di ex parlamentari e segretari provinciali di riportare attiva la vecchia Lega nord, per farla debuttare già alle prossime elezioni politiche.
Di questa ipotesi è convinto Pini che si sbilancia: ” se riportiamo in vita la Lega Nord Salvini finisce a percentuali da prefisso telefonico”



