Uno scontro tutto a destra. L’oggetto del contenere riguarda l’attribuzione della titolarità di una patente: “quella di vera destra” come ama definirla il generale Roberto Vannacci.
Secondo Ignazio La Russa, il generale sarebbe addirittura un traditore. Un classico timbro che emargina. Un marchio, figlio della continua e costante crescita, secondo i sondaggi di tutti gli istituti demoscopici, di Futuro Nazionale.
Una crescita che costringe il centro destra a ragionare sull’opportunità di includere o meno l’ex generale in coalizione in vista delle prossime elezioni politiche.
Per ora la parola d’ordine, categorica ed imperativa è “ignorare”, non dare importanza a quello che dentro Fratelli d’Italia – eredi dell’Msi, che non hanno mai scelto di dismettere quella fiamma tricolore che ardeva nel simbolo del partito di Giorgio Almirante – considerano un corpo estraneo alla tradizione della destra italiana. “Con lui abbiamo preso la decisione di non parlare”, spiega La Russa in un colloquio con Il Foglio.
Poi, la seconda carica dello Stato torna sull’etichetta di “traditore”. “Hanno fatto tutti la stessa fine. C’è chi raccoglieva lo 0,3 per cento, lo 0,4” (non è sempre vero vedi Fiamma Tricolore che alle politiche del 1996 correndo, da sola, in molti colleghi uninominali fu determinante per la vittoria dell’ Ulivo)
.Poi, a proposito di radici storiche, ricorda quel che ordinava Almirante -padre nobile della destra a cui guarda FdI – quando La Russa era un giovane militante del Movimento sociale italiano: “di non parlare con i fuoriusciti. Ricordo ancora il biglietto che mi mandò Donna Assunta Almirante Un biglietto di rimprovero – spiega La Russa -. A Milano avevamo assegnato una carica a un ex esponente del MSI che era uscito dal partito. Avevamo parlato male di Almirante. Erano passati 25 anni ma Donna Assunta conservava ancora l’articolo”.
A destra uscire è un marchio di disonore indelebile, che ti emargina. Dovrebbe ricordarlo un Generale…”.
Fin qui il pensiero di Ignazio La Russa con due errori da matita rossa. Vannacci non è un traditore, per il semplice motivo che non è stato mai un militante del Movimento Sociale Italiano prima, di Alleanza Nazionale poi, o di Fratelli d’Italia ora Non credo che sia stato neanche un elettore di destra, come ci conferma Gianfranco Rotondi che dal generale ha avuto una confessione: quella di aver votato, fino a quando è stata in vita la DC.
Non essendo quindi un traditore, Vannacci non è neanche un fuoriuscita.
Paragonare poi Futuro Nazionale con Democrazia Nazionale mi sembra davvero fuori luogo.
Democrazia Nazionale fu prima una corrente interna al Movimento Sociale Italiano, poi partito dal 1977 al 1979. Un partito nato da una scissione interna al Msi Aderirono 9 senatori su 15 del MSI-DN (che perse il gruppo parlamentare autonomo al Senato) e 21 deputati su 35, 13 consiglieri regionali su 40, un nutrito gruppo di consiglieri provinciali e regionali.Significativo fu il sostegno dato da DN al governo Andreotti e alla politica di “solidarietà nazionale” che ebbe luogo in quegli anni, e che fu condannata dal MSI-DN come un atto di accettazione del sistema. In seguito ai risultati delle politiche ed europee del 1979, da prefisso telefonico, nel dicembre di quell’ anno Democrazia Nazionale si scolse.
Futuro Nazionale, nasce da una scissione interna alla Lega per cui se esiste qualcuno che potrebbe dare del traditore a Vannacci è Salvini non La Russa



