Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ieri ha ricevuto al dicastero, in un incontro informale, Gianni Alemanno, accompagnato dal suo legale Edoardo Albertario. Al centro del colloquio diversi temi legati al sistema penitenziario, affrontati anche alla luce dell’esperienza vissuta dall’ex sindaco di Roma durante il periodo di detenzione.Secondo quanto reso noto dal Ministero della Giustizia, l’incontro si è concentrato sulle condizioni delle carceri italiane, sull’importanza delle attività trattamentali e dei percorsi di reinserimento per i detenuti, sulle criticità legate al sovraffollamento e sulla verifica dei criteri utilizzati per il calcolo degli spazi all’interno delle celle. Proprio quest’ultimo aspetto era stato sollevato da Alemanno ed è attualmente oggetto di approfondimento da parte degli uffici ministeriali. Il confronto si è svolto, riferisce il ministero, in un clima di collaborazione e con reciproca soddisfazione.
Alemanno ha lasciato il carcere di Rebibbia lo scorso 24 giugno, dopo aver trascorso circa un anno e mezzo in detenzione. Durante quel periodo aveva più volte denunciato le difficili condizioni di vita negli istituti penitenziari, definendole incompatibili con il principio di dignità della persona.Nei mesi scorsi l’ex sindaco aveva inoltre inviato una lettera al ministro Nordio, insieme a Fabio Faldo, per richiamare l’attenzione sull’emergenza del sovraffollamento carcerario e sulle difficoltà del sistema. Successivamente aveva chiesto un confronto diretto con il Guardasigilli, anche dopo aver appreso del ricorso in Cassazione presentato dal Ministero contro la riduzione di sei giorni della sua pena disposta dal Tribunale di sorveglianza. Nordio aveva quindi disposto il ritiro del ricorso, dichiarando di non esserne stato preventivamente informato, e aveva invitato Alemanno al Ministero.
Al termine dell’incontro, Alemanno ha spiegato di aver illustrato al ministro alcune criticità che, a suo giudizio, ostacolerebbero lo sviluppo di progetti di lavoro, formazione e attività culturali negli istituti penitenziari. Ha inoltre evidenziato il problema del sovraffollamento, citando la situazione del carcere di Rebibbia, e ha richiamato l’attenzione sul sistema utilizzato per misurare gli spazi delle celle, sostenendo che gli attuali criteri possano incidere sul riconoscimento dei benefici previsti nei casi di detenzione in condizioni non conformi agli standard.
Tra le questioni affrontate anche la carenza di personale nei Tribunali di sorveglianza, in particolare a Roma, che secondo Alemanno rallenterebbe l’esame delle istanze presentate dai detenuti. L’ex sindaco ha infine ringraziato il ministro per la disponibilità al confronto e per l’impegno manifestato nell’approfondire le problematiche emerse durante il colloquio



