sabato, Maggio 9, 2026
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Legge elettorale, Rotondi (FdI): contro palude serve patto Meloni-Schlein

“Al sistema maggioritario, abbiamo sacrificato la Dc. E non sembri una contraddizione con la mia vocazione di rifondatore democristiano: noi eravamo consapevoli di seppellire ‘quella’ Dc, e nemmeno la piangevamo; credevamo invece – altro mistero della fede- nella palingenesi democristiana, ossia nel miracolo di un nuovo partito democristiano contrapposto a una sinistra riformista e non comunista.

Andò diversamente: la Dc non seppe trasformarsi nel partito liberal-cristiano che in Europa era il PPE, e di fronte alla sfida del maggioritario si rifugiò nel terzo polo, cedendo voti e ruolo politico al geniale inventore di Forza Italia. Il resto è storia nata. Stanchi del bipolarismo, dopo trent’anni? Un po’ sì, ma non al punto da tornare indietro.Stanchi del bipolarismo, dopo trent’anni? Un po’ sì, ma non al punto da tornare indietro.

In realtà il bipartitismo ce lo avevamo prima,al tempo del proporzionale: i primi due partiti sommavano l’ottanta per cento dei voti , ed erano alternativi, uno sempre al governo, l’altro sempre all’opposizione.

Alla seconda repubblica abbiamo domandato l’alternanza, e ci è stata servita, sin troppo: mai una coalizione ha vinto due volte di seguito. Il bipartitismo non si è fatto vedere, invece.

Gli ultimi democristiani ci credono ancora. Sperano che una legge maggioritaria semplicifichi le due coalizioni, e che in ciascuna di esse si affermi un partito a vocazione maggioritaria. A sinistra ci provò Veltroni, con una interminabile coda di disastri; a destra creammo il Pdl, ma finì rapidamente a borsettate tra i fondatori.

Io ci credo ancora. E credo nelle due signore che oggi dominano la scena: su Giorgia ho puntato subito, perché la conoscevo; la Schlein non la conosco, e quindi la mia è una scommessa un po’ azzardata.

Se le due signore si accordano su una legge elettorale ragionevole, riprenderà la spinta verso due partiti a vocazione maggioritaria. E là serviranno culture, non solo numeri: la Schlein dovrà uscire dal recinto gruppettaro, ripassarsi i riformisti, persino Proudhon,così caro a Craxi.

Giorgia é avvantaggiata: ha dato buona prova al governo, si è già aperta a contaminazioni culturali . Bisogna andare oltre, velocemente. Il tempo è poco, e la palude non la vedi arrivare: te ne accorgi quando ti ha già inghiottito”.

Così in un intervento sull’Huffingtonpost il presidente Dc e deputato di FdI, Gianfranco Rotondi.

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