Di Nuri Fatolahzadeh
Fonte Giornale di Brescia
Il ventaglio cade proprio mentre Massimiliano Romeo spiega che la Lega deve cambiare. La signora in prima fila è talmente d’accordo che per applaudire servono entrambe le mani e, nel caldo appiccicoso della Cantina Zuliani di Padenghe, rinunciare per qualche secondo alla ventilazione è un gesto di militanza autentica. Intorno annuiscono in parecchi. Quando Romeo dice che la Lega si è «romanizzata», le teste oscillano veloci su e giù. Quando poi confessa «la Padania mi manca», parte l’applauso (non tornerà probabilmente la Padania, ma è già tornato possibile dire che manca).
La scusa ufficiale è la presentazione del libro «Fare la Lega. Agenda per il rinnovamento». Politicamente va in scena qualcosa di più interessante: la rivolta del Nord è ormai maggioranza nella stanza, ma non ha ancora deciso se vuole fare la rivoluzione. Anzi, a giudicare da qualche commento, Romeo rischia già di essere diventato il moderato dei ribelli. Salvini non c’è, ma nessuno rischia di dimenticarsene: a Padenghe l’assente occupa più spazio dei presenti. Quando il discorso arriva a lui, qualcuno dalla platea completa il ragionamento: «Eh, ma fa finta di non sentire».



