Non è solo la classica nuova ondata migratoria. È una crisi che riporta al centro il problema della evidente fragilità della frontiera più esposta d’Europa, quella di Ceuta, enclave spagnola in territorio africano, a pochi chilometri dal Marocco. In poche ore migliaia di persone hanno tentato di attraversare il confine, prima affrontando il mare a nuoto, poi riversandosi verso la barriera che separa l’Africa dall’Unione Europea. Uomini, donne con bambini in braccio, ragazzi e perfino persone con disabilità hanno raggiunto la città autonoma spagnola, cambiandone il volto in una sola giornata. Alcuni non ce l’hanno fatta: sarebbero, secondo una stima approssimativa, almeno 11 i morti tra le onde. E le forze di sicurezza marocchine non hanno quasi tentato di fermare il flusso, mentre dall’altra parte della frontiera la Guardia Civil ha moltiplicato gli interventi con motovedette, droni e sistemi di sorveglianza ma con scarsi risultati.
Le immagini di questi uomini e donne, per lo più giovani che raggiungono la riva e delle colonne di persone lungo chilometri sulle colline attorno a Ceuta mi fanno tornare in mente “Il campo dei Santi” di Jean Raspail, edito dalle edizioni di Ar che ho letto in gioventù.
Ai lettori del blog offro la lettura di una recensione del libro di Marco Ciriello, scrittore e giornalista che pubblico diversi anni fa, su Il Mattino, storico quotidiano partenopeo, nella sua versione on line
Marco Ciriello legge il Campo dei Santi
Non è Céline, manca di ritmo e musica, non è Nietzsche, manca delle praterie dei suoi pensieri, è “Il campo dei santi” edito da Ar di Franco Freda, e per questo va letto, senza paura, anzi, utilizzando la paura – eventuale – che genera: per riflettere. Il libro, scritto da Jean Raspail nel 1973 e tradotto l’anno dopo negli Stati Uniti, fu portato nell’80 a Ronald Reagan che ne rimase impressionato e lo fece girare al Pentagono, c’era la previsione di un presunto assedio all’Europa, ovvero l’emigrazione di oggi, raccontata con una voce fuori dal politicamente corretto e con un eccesso d’enfasi. Quello che rimane è il dato, l’esploratore Raspail – che aveva guidato un mucchio di spedizioni – intuì anni prima lo spostamento dei popoli dal sud al nord del mondo (immaginando che si muovano dall’India) e ne fece un romanzo, farcendolo con le sue paure di uomo bianco europeo e soprattutto di cultura cattolica. Oggi il libro è un riferimento per Steve Bannon, l’ideologo di Donald Trump, e appare come un prequel di “Sottomissione” di Houellebecq.



