domenica, Luglio 12, 2026
spot_img
HomePoliticaInsistere con l’utopia di una vocazione nazionale o tornare il partito delle...

Insistere con l’utopia di una vocazione nazionale o tornare il partito delle autonomie. Il bivio della Lega

La Lega, in continuo e costante calo nei sondaggi, di qualsiasi istituto demoscopico, è davvero a un bivio.Il dibattito che attraversa il partito di via Bellerio procede infatti a strappi, senza una vera direzione politica

.L’unica novità, che novità non è emersa dalle recenti riunioni federali è la proposta di Luca Zaia: una sorta di sdoppiamento organizzativo della Lega, sul modello tedesco della CDU e della CSU bavarese. In sostanza, una struttura autonoma del Nord, guidata dall’ex governatore del Veneto, con ampi margini decisionali, compresa la formazione delle liste elettorali. Una prospettiva che Salvini guarda con sospetto, consapevole che Zaia finirebbe per disporre di un potere politico persino superiore al suo.

La crisi leghista, tuttavia, meriterebbe un’analisi più profonda  il problema non si dovrebbe risolvere, salvo miracoli, con un nuovo assetto organizzativo. Occorrerebbe interrogarsi sulle ragioni della parabola discendente di un partito che, sotto la guida di Salvini, ha conosciuto due straordinarie ascese e altrettanto clamorose cadute.

Salvini, eletto segretario federale ancora giovane ma già forte di una significativa esperienza amministrativa e parlamentare, trasformò la Lega, da sindacato del territorio,  in una forza nazionale. Alle elezioni europee del 2019 raggiunse il 34,3% dei voti, diventando il primo partito italiano. Quel patrimonio politico, però, fu dissipato rapidamente. La decisione di aprire la crisi del primo governo Conte nell’estate del 2019, con l’obiettivo di capitalizzare il consenso e andare a elezioni anticipate, si rivelò un errore strategico di enormi proporzioni.

Da quel momento in poi, Salvini non ne ha indovinata più una, neanche per errore.Nel tentativo di distinguersi all’interno della coalizione guidata da Giorgia Meloni, Salvini ha puntato soprattutto sui temi della sicurezza e dell’immigrazione, con una proposta politica sempre più identitaria. Sul piano internazionale, inoltre, la sua collocazione è apparsa spesso ambigua, oscillando tra simpatie per il mondo sovranista filo  Russia  e rapporti controversi con figure come Putin e Trump.

L’ultimo errore fatale commesso da Salvini per salvare il suo ruolo di segreterio.federaleb stato l’investimento politico su Roberto Vannacci.Candidato capolista alle europee in tutte le circoscrizioni, eletto con oltre  mezzo milione di preferenze, il Generale fu rapidamente promosso a vicesegretario federale. Una scelta che ha finito per rafforzare un potenziale concorrente. Oggi Vannacci ha intrapreso un proprio percorso politico, dando vita a Futuro Nazionale che punta a intercettare una parte dell’elettorato del M5S e della destra, Lega compresa. Al momento impresa riuscita, come dimostrano i sondaggi che attestano Futuro Nazionale tra il 4 e il 4,5%.

il problema della Lega è più profondo e riguarda la sua identità. Salvini cambio la pelle al  movimento fondato da Umberto Bossi. La Lega Nord dell’autonomismo padano, dell’Alberto da Giussano e del federalismo lasciò progressivamente spazio a una Lega nazionale, radicata anche nel Mezzogiorno. Il paradosso è che mentre Salvini andava alla conquista del Sud, anche con discreti risultati, sotto la spinta dei governatori del Nord, faceva approvare l’autonomia differenziata. Una trasformazione che consentì al partito di espandersi elettoralmente, ma che al tempo stesso ne modificò la sua natura..

Bossi ebbe il merito di costruire un movimento, singolare ed originale, capace di formare una classe dirigente amministrativa di qualità e di radicarsi stabilmente nei territori. Dopo la sua uscita di scena, segnata dagli scandali e dalle lotte interne, la Lega ha progressivamente smarrito quella vocazione territoriale che ne aveva costituito la forza. Oggi il partito si trova stretto tra la leadership di Meloni, le ambizioni di Zaia e la concorrenza degli scissionisti Vannacci e Grimoldi con il Patto per il Nord che rilancia battaglie storiche del leghismo della prima ora..

A questi punto, una domanda, di cui difficilmente avremo risposta, sorge spontanea: la Lega vuole tornare a essere il partito delle autonomie o continuare a inseguire una difficile vocazione nazionale? Da questa risposta dipenderà il suo futuro politico.

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisment -
Google search engine

Most Popular

Recent Comments