{"id":5435,"date":"2025-11-03T09:50:55","date_gmt":"2025-11-03T08:50:55","guid":{"rendered":"https:\/\/ilsovranista.com\/?p=5435"},"modified":"2025-11-03T09:50:55","modified_gmt":"2025-11-03T08:50:55","slug":"malumori-nella-lega-si-comincia-a-guardare-a-zaia-per-il-dopo-salvini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilsovranista.com\/?p=5435","title":{"rendered":"Malumori nella Lega, si comincia a guardare a Zaia per il dopo Salvini"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Marco Antonellis<\/strong><\/p>\n<p>Il nervosismo \u00e8 palpabile anche nei corridoi pi\u00f9 silenziosi di via Bellerio. Con il centrodestra sempre pi\u00f9 in assetto Meloni-centrico, la <strong>Lega<\/strong> sembra vivere una fase di stallo che a molti, dentro e fuori il Carroccio, appare ormai irreversibile. Ma sarebbe un errore scambiare il silenzio per disciplina: sotto la superficie, la tensione \u00e8 alle stelle. &#8220;Matteo \u00e8 isolato, e lo sa. Il problema \u00e8 che continua a fare finta di niente confida una fonte interna al partito, uno di quelli che da anni accompagna Salvini nelle sue battaglie pi\u00f9 visibili e in quelle pi\u00f9 difficili. Il vicepremier ha rimediato la bocciatura da parte della Corte dei Conti del Ponte sullo Stretto e continua a parlare di pace fiscale, ma la Lega reale \u2013 quella delle sezioni, dei sindaci, dei consiglieri regionali \u2013 ha altro per la testa. E comincia a perdere la pazienza. &#8220;Siamo passati dal 34% al 9% e ci chiedono di fare finta di niente. Di cosa dobbiamo essere contenti, esattamente?&#8221;, sbotta un deputato del Nord, rigorosamente anonimo. Nei gruppi WhatsApp interni si moltiplicano le ironie, le battute amare, i messaggi \u201cper sbaglio\u201d recapitati anche ai fedelissimi di Salvini. Il clima \u00e8 da resa dei conti. A irritare \u00e8 soprattutto la gestione personalistica del partito. &#8220;Matteo fa e disfa senza confrontarsi con nessuno. Il cerchio magico \u00e8 diventato un triangolo, e neanche equilatero&#8221;, ironizza un europarlamentare uscente, che difficilmente sar\u00e0 ricandidato: &#8220;Abbiamo trasformato un partito territoriale in una pagina Facebook. E non ci seguono pi\u00f9 neppure l\u00ec&#8221;..Ma il nodo vero, quello che crea fastidio anche tra i fedelissimi, \u00e8 la sudditanza verso Giorgia Meloni. All\u2019interno della Lega cresce il fronte di chi ritiene che Salvini abbia svenduto l\u2019identit\u00e0 del partito in cambio di qualche poltrona e della permanenza in uno dei due ministeri pi\u00f9 \u201cvuoti\u201d del governo, quello delle Infrastrutture. \u00abSiamo passati dal parlare al Nord al rincorrere il Sud, dal federalismo al nazionalismo, dal &#8220;Prima il Nord&#8221; al &#8220;Prima Giorgia&#8221;, sintetizza con sarcasmo un consigliere lombardo.<\/p>\n<p>Secondo fonti riservate, una parte della vecchia guardia avrebbe gi\u00e0 avviato contatti esplorativi con l&#8217;area di Luca Zaia, che pubblicamente resta defilato ma che nel Veneto conta ancora su un consenso trasversale. Il governatore, da sempre attento a non rompere platealmente, non smentisce n\u00e9 conferma. Ma da mesi ha smesso di difendere Salvini.<\/p>\n<p>Luca tace, ma il silenzio a volte \u00e8 pi\u00f9 rumoroso di mille dichiarazioni&#8221;, dice un ex assessore regionale. Non una parola sul crollo nei sondaggi, nessuna autocritica, solo promesse di \u201crilancio comunicativo\u201d e focus sulla \u201csovranit\u00e0 energetica\u201d. Una formula che, a chi conosce bene i meccanismi del potere leghista, suona come l\u2019ennesimo pannicello caldo. &#8220;La verit\u00e0? Non sappiamo pi\u00f9 chi siamo. La Lega \u00e8 un guscio&#8221;, confessa con amarezza un altro senatore del Nord.Sul piano internazionale, poi, la partita \u00e8 ancora pi\u00f9 complicata. L\u2019ingresso nel gruppo dei Patrioti europei di Orb\u00e1n e Le Pen \u00e8 stato voluto e forzato da Salvini, ma la mossa non convince. Non convince i moderati, non convince i produttori del Nord, non convince chi ha memoria di un partito che si professava \u201cpadano\u201d, non \u201cputiniano\u201d. &#8220;Matteo cerca una legittimazione a Bruxelles che non trover\u00e0 pi\u00f9. Gli unici a credergli sono quelli che non votano&#8221;.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi, tra i leghisti pi\u00f9 inquieti, guarda con attenzione a ci\u00f2 che resta di Forza Italia. &#8220;Tajani ha pi\u00f9 contatti con gli industriali in un giorno di quanti Salvini ne abbia in sei mesi&#8221;, \u00e8 il paragone, impietoso, di un consigliere lombardo. Il sospetto \u2014 condiviso da molti \u2014 \u00e8 che il leader della Lega stia traghettando il partito verso un destino irrilevante, aggrappato a una narrativa sovranista che ha perso appeal ma resta utile agarantire qualche invito nei talk show.<\/p>\n<p>Intanto, a Milano, si lavora sottotraccia. Un dossier sul dopo-Salvini sarebbe gi\u00e0 aperto, secondo fonti interne. Nessuno lo ammette apertamente, ma tutti sanno che qualcosa si muove. Il problema? Nessuno vuole essere il primo a uscire allo scoperto. Per ora si aspetta. Le regionali in corso saranno il banco di prova. O il funerale politico di una leadership che ha smesso di ascoltare.<\/p>\n<p>Fonte l&#8217;Espresso<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Antonellis Il nervosismo \u00e8 palpabile anche nei corridoi pi\u00f9 silenziosi di via Bellerio. Con il centrodestra sempre pi\u00f9 in assetto Meloni-centrico, la Lega sembra vivere una fase di stallo che a molti, dentro e fuori il Carroccio, appare ormai irreversibile. 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