{"id":3366,"date":"2025-05-22T05:19:28","date_gmt":"2025-05-22T03:19:28","guid":{"rendered":"https:\/\/ilsovranista.com\/?p=3366"},"modified":"2025-05-22T05:19:28","modified_gmt":"2025-05-22T03:19:28","slug":"un-tempo-il-fronte-della-gioventu-manifestava-per-la-palestina-e-chiedeva-sanzioni-a-israele-cose-cambiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilsovranista.com\/?p=3366","title":{"rendered":"Un tempo il Fronte della Giovent\u00f9 manifestava per la Palestina e chiedeva sanzioni a Israele: cos\u2019\u00e8 cambiato?"},"content":{"rendered":"<p>di Andrea d&#8217;Ambra<\/p>\n<p>Fonte Il Fatto Quotidiano<\/p>\n<p>Una foto in bianco e nero, un volantino ingiallito.\u00a0<strong>\u201cFermare il massacro\u201d<\/strong>, recita lo slogan in maiuscolo. Poi l\u2019elenco delle richieste: sanzioni economiche contro Israele, riconoscimento dello Stato Palestinese, una conferenza internazionale per la pace in Medio Oriente. Non si tratta di un documento firmato da Sinistra Italiana, n\u00e9 da un collettivo universitario del 2020: \u00e8 un volantino del\u00a0<strong>Fronte della Giovent\u00f9<\/strong>\u00a0(FdG), datato 27 ottobre 1990, firmato dall\u2019organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano (Msi), da cui provengono molti degli attuali vertici di Fratelli d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Tra i protagonisti di quel mondo,\u00a0<strong>Gianni<\/strong>\u00a0<strong>Alemanno<\/strong>, allora segretario del FdG;\u00a0<strong>Fabio Rampelli<\/strong>, oggi vicepresidente della Camera;\u00a0<strong>Paola Frassinetti<\/strong>, oggi sottosegretaria all\u2019Istruzione. E\u00a0<strong>Giorgia Meloni<\/strong>, che qualche anno pi\u00f9 tardi sarebbe diventata la dirigente romana pi\u00f9 nota del movimento.<\/p>\n<p>Il contesto era quello del massacro di\u00a0<strong>Al-Aqsa<\/strong>, avvenuto l\u20198 ottobre 1990, quando le forze israeliane aprirono il fuoco sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme, uccidendo oltre 20 palestinesi e ferendone molti altri. La destra giovanile italiana scese in piazza. Il volantino denunciava \u201cle complicit\u00e0 dell\u2019Occidente con il\u00a0<strong>sionismo<\/strong>\u201d e chiedeva sanzioni internazionali contro Israele. Un linguaggio duro, che oggi verrebbe facilmente accostato a quello di gruppi radicali filo-palestinesi o della sinistra antagonista, e sarebbe additato, dagli stessi di cui sopra oggi al governo, come<strong>\u00a0\u201cantisemita\u201d<\/strong>\u00a0o \u201cfilo-Hamas\u201d.<\/p>\n<p>Saltiamo avanti di oltre trent\u2019anni. \u00c8 il 15 maggio 2025, alla Camera dei Deputati. Il leader del M5S Giuseppe Conte chiede un minuto di silenzio per commemorare le decine di migliaia di bambini e adulti palestinesi uccisi a Gaza. La premier Giorgia Meloni e i deputati di Fratelli d\u2019Italia, come gli altri partiti di destra ma non solo (vedi Fassino), restano seduti,\u00a0<strong>immobili<\/strong>. Nessun omaggio, nessun silenzio. Anzi, nelle ore successive, esponenti della maggioranza parlano apertamente di \u201cstrumentalizzazione\u201d, e ribadiscono il\u00a0<strong>pieno sostegno<\/strong>\u00a0a Israele, \u201cdemocrazia sotto attacco\u201d, come ripetuto pi\u00f9 volte anche dalla stessa Meloni. In Parlamento, FdI si schiera sistematicamente a fianco del\u00a0<strong>governo Netanyahu<\/strong>, sia sul piano diplomatico che militare.<\/p>\n<p>Il mutamento non \u00e8 solo simbolico, ma forse\u00a0<strong>strategico<\/strong>. Negli anni \u201990, la destra post-fascista coltivava un\u2019identit\u00e0 terzomondista e\u00a0<strong>anti-imperialista<\/strong>, spesso incline a solidarizzare con le lotte dei popoli oppressi, compresi i palestinesi. In quel clima, il sionismo veniva percepito \u2014 anche a destra \u2014 come proiezione del potere americano in Medio Oriente.<\/p>\n<p>Oggi, con FdI al governo, il posizionamento \u00e8 radicalmente\u00a0<strong>mutato<\/strong>:<br \/>\n\u2013 Israele \u00e8 considerato un alleato strategico e culturale.<br \/>\n\u2013 La destra italiana si \u00e8 avvicinata a Netanyahu, anche per via dei legami con l\u2019<strong>estrema destra israeliana<\/strong>, dei contatti con la destra evangelica americana e del comune \u201cnemico islamista\u201d.<\/p>\n<p>Non si tratta solo di un cambio di linguaggio, ma di una vera e propria\u00a0<strong>rottura di paradigma.\u00a0<\/strong>L\u00e0 dove il Fronte della Giovent\u00f9 parlava di \u201cmassacro\u201d, chiedeva \u201csanzioni contro Israele\u201d e sventolava bandiere palestinesi, oggi Fratelli d\u2019Italia invoca la \u201clegittima difesa di Israele\u201d e si rifiuta persino di osservare un minuto di silenzio per i civili uccisi a\u00a0<strong>Gaza<\/strong>. Una metamorfosi completa, che ha il sapore dell\u2019<strong>opportunismo<\/strong>\u00a0pi\u00f9 che della riflessione. Perch\u00e9 se davvero la coerenza fosse ancora un valore politico, qualcuno dovrebbe spiegare come si passa da \u201cFermare il massacro\u201d a difendere chi lo compie, senza nemmeno battere ciglio.<\/p>\n<p>Il punto non \u00e8 cambiare idea: \u00e8 cancellare il passato quando diventa scomodo. Che fine ha fatto la\u00a0<strong>solidariet\u00e0<\/strong>\u00a0ai popoli? Per molti di questi dirigenti \u2014 gli stessi, ieri come oggi \u2014 sembra essere forse finita dove finisce ogni retorica giovanile:\u00a0<strong>nel calcolo del potere<\/strong>. Come dargli ancora credito?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea d&#8217;Ambra Fonte Il Fatto Quotidiano Una foto in bianco e nero, un volantino ingiallito.\u00a0\u201cFermare il massacro\u201d, recita lo slogan in maiuscolo. 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