{"id":3314,"date":"2025-05-18T20:51:26","date_gmt":"2025-05-18T18:51:26","guid":{"rendered":"https:\/\/ilsovranista.com\/?p=3314"},"modified":"2025-05-18T20:51:26","modified_gmt":"2025-05-18T18:51:26","slug":"remigration-summit-la-lega-con-la-destra-per-leuropa-etnica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilsovranista.com\/?p=3314","title":{"rendered":"Remigration summit, la Lega con la destra per l\u2019Europa etnica"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Alessandro Braga<\/strong><\/p>\n<p>Fonte Il Manifesto<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019onda nera quella che \u00e8 atterrata ieri a Gallarate, in provincia di Varese, a due passi dall\u2019aeroporto internazionale di Malpensa. Quantitativamente \u00e8 stata meno impattante del previsto: non erano pochi i posti vuoti nel teatro che ha visto la messa in scena sovranista del <strong>Remigration summit<\/strong>, presenti sicuramente qualcosa in meno dei 400 posti annunciati trionfalmente dagli organizzatori. Qualitativamente per\u00f2 \u00e8 stata rilevante.<\/p>\n<p><strong>SUL PALCO<\/strong>\u00a0si \u00e8 visto l\u2019embrione di una classe dirigente futura a livello mondiale: giovane, dialetticamente capace, connotata da una base ideologica fortemente cementata attorno a quella che, da qui in avanti, sar\u00e0 la parola chiave di quel mondo, remigrazione. Che, pi\u00f9 prosaicamente, si pu\u00f2 tradurre in deportazione di massa. La \u201ccaccia al tesoro\u201d su orario e luogo dell\u2019evento si \u00e8 conclusa ieri mattina presto: prima la mail alle sei per avvisare che il summit si sarebbe tenuto in mattinata e non come previsto nel pomeriggio (per evitare possibili contestazioni); poi la seconda, alle sette e trenta, per indicare il luogo, il teatro Condominio di Gallarate. I partecipanti arrivano alla spicciolata. All\u2019ingresso nessuna coda, giusto qualche slalom per evitare di essere intercettati dal nugolo di giornalisti gi\u00e0 appostati. Tutto attorno, un ingente cordone di polizia \u201cfiltra\u201d chi vuole arrivare al teatro. La stragrande maggioranza dei presenti in sala \u00e8 straniera. Sono arrivati da tutta Europa e anche da altre parti del mondo. Ci sono i giovani trumpiani statunitensi, con le spillette a stelle e strisce. Gli olandesi pronti ad applaudire a scena aperta la giovane influencer sovranista <strong>Eva Vlaardingebroek,<\/strong> una delle star della manifestazione. Il dress code richiesto, business casual, \u00e8 tutto sommato rispettato. Da qualche colletto di camicia spuntano alcuni tatuaggi forse ambigui, ma l\u2019immagine che i partecipanti vogliono trasmettere \u00e8 quella dei \u00abbravi ragazzi dotati di buonsenso\u00bb. Su un tavolino vicino all\u2019area bar i gadget remigrazionisti: una tazza da colazione e un cappellino con disegnato sopra un aereo antropomorfo e la scritta Remigration airlines. Nulla di particolarmente originale n\u00e9 divertente, ma alla fine della giornata non ne resta nessuno.<\/p>\n<p><strong>A FARE GLI ONORI DI CASA<\/strong>\u00a0\u00e8 <strong>Andrea Ballarati,<\/strong> 23enne rampante figura del sovranismo italiano. Dopo una breve parentesi nella meloniana Giovent\u00f9 Nazionale, fonda l\u2019associazione comasca Azione, Cultura, Tradizione e diventa il punto di riferimento dei remigrazionisti nostrani. \u00c8 lui a fare da pontiere tra gli ospiti internazionali e la Lega. Che si \u00e8 gi\u00e0 buttata a capofitto nel tentativo di cavalcare a livello italiano l\u2019onda sovranista mondiale. A met\u00e0 mattina arriva in sala <strong>Alessandro Corbetta<\/strong>, capogruppo leghista nel consiglio regionale della Lombardia, che un paio di giorni prima si era prodigato nel difendere l\u2019evento. Magari si aspettava di poter dire due parole dal palco, ma si \u00e8 dovuto accontentare di fare da traduttore a<strong> Jean Yves Le Gallou<\/strong>, vecchio esponente della destra francese, unico a non parlare in inglese. In sala, intento a parlottare con chiunque gli venga a tiro, c\u2019\u00e8 anche <strong>Stefano Pavesi<\/strong>, esponente di Lealt\u00e0&amp;Azione e assistente di Silvia Sardone, neonominata vicesegretaria della Lega. Che appare sullo schermo per un saluto. Prima di lei, c\u2019era stato l\u2019altro neovicesegretario del Carroccio, Roberto Vannacci, pienamente a suo agio nel parlare di remigrazione che \u00abdeve diventare una proposta concreta\u00bb. \u00abLa Lega c\u2019\u00e8\u00bb, dice.<\/p>\n<p><strong>A DIMOSTRAZIONE<\/strong>, se ce ne fosse ancora bisogno, che la creatura salviniana sta continuando a portare avanti il suo processo di estremizzazione, con un sempre pi\u00f9 repentino scatto a destra per superare Fratelli d\u2019Italia nei consensi pi\u00f9 reazionari dell\u2019elettorato. Del resto, senza il tacito assenso del sindaco leghista salviniano di Gallarate, Andrea Cassani, un convegno di tal risma non si sarebbe potuto tenere in una struttura comunale. Dove dal palco nessuno dei protagonisti ha nascosto l\u2019obiettivo vero, fino all\u2019ovazione finale sulle parole di Afonso Gon\u00e7alves, fondatore del movimento Reconquista: \u00abIl nostro non \u00e8 un semplice convegno ma una visione. Abbiamo un sogno: si chiama remigrazione, per un\u2019Europa che tra dieci anni sar\u00e0 solo degli europei, senza immigrati\u00bb. Una piattaforma politica chiara e di destra che pi\u00f9 di destra non si pu\u00f2. Ma sono solo \u00ablegittimi contributi\u00bb per il ministro dell\u2019Interno Matteo Piantedosi, che ha preferito scagliarsi contro le manifestazioni antifasciste, \u00abpretesto per disordini\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandro Braga Fonte Il Manifesto \u00c8 un\u2019onda nera quella che \u00e8 atterrata ieri a Gallarate, in provincia di Varese, a due passi dall\u2019aeroporto internazionale di Malpensa. 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