domenica, Settembre 6, 2026
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Futuro della Lega, Romeo: senza segnali di rinnovamento il quadro si farebbe complicato

“Siamo da sempre un movimento post ideologico, che guarda ai problemi quotidiani della gente senza inseguire teorie avulse dalla nostra storia. Ma questa è anche la differenza tra la Lega e Vannacci. Salvini ha dimostrato che molte cose si possono realizzare, come la difesa dei confini. Il generale invece parla di remigrazione: chi convaliderebbe poi le misure di rimpatrio? Resta uno slogan.

Dobbiamo dimostrare che i fatti sono meglio degli slogan. Come si faceva una volta”. Così Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato della Lega e segretario della Lega lombarda, uno dei dirigenti più esposti nella critica al segretario federale Matteo Salvini, tratteggia, in un colloquio con il Foglio, la fisionomia del partito che i “nordisti” vorrebbero ridisegnare.

Tornando a Roberto Vannacci, l’ex vicesegretario che ha fondato Futuro nazionale, la Lega, spiega, non lo deve inseguire: “Tra l’originale e la brutta copia la gente sceglierà sempre il primo: noi non siamo mai stati di estrema destra. La svolta nazionale va bene, ma tornando a essere il sindacato del territorio. Già dalla prossima Pontida”.

La richiesta avanzata dall’ala critica del Carroccio, di una direzione collegiale del partito, lascia intendere Romeo, non è negoziabile: “Ci vuole un confronto che tenga conto di queste istanze. Pontida per noi resta sacra: si respira un clima di grande attesa dettata dalla possibilità di avere un forte segnale di rinnovamento”. E se poi non arrivasse? “Il quadro si farebbe complicato”.

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