Dal simbolo della Lega, che si prepara al tradizionale raduni di Pontida svanisce finalmente la scritta “Salvini premier” che campeggiava accanto ad Alberto da Giussano dal 2017 quando sostitui il richiamo al Nord in vista delle elezioni del marzo successivi. La Lega, con il silenzio assenso della stragrande maggioranza di militanti e dirigenti divenne una forza politica nazionale a vocazione cesarista.
Ci fu una stagione aurea di Salvini, capace di moltiplicare i consensi del Carroccio centrando un clamoroso 17,36% nelle politiche 2018 per raddoppiare i voti (34, 26%) alle europee, un anno dopo. Un leghismo di lotta e di governo, alleato e rivale del M5S nel Conte I, spregiudicato nel cavalcare sicurezza e lotta ai flussi migratori, ricacciato all’opposizione dall’inopinata mossa del del suo leader, lesto a decretare la fine della coalizione giallorossa, invocando i pieni poteri, da un tavolino del Papeete, nell’agosto alcolico e danzante di Milano Marittima.
In assenza di una chiara visione politica, impegnato nel cavalcare l’ onda non comprendendo invece di essere cavalcato e travolto dalla stessa, le fortune del felpato Salvini sono andate scemando.
Un crollo progressivo di credibilità che ha spalancato le porte a Giorgia Meloni, abile a calamitare le speranze dell’elettorato deluso.
Guardando con la massima attenzione, la locandina di Pontida 2026 notiamo l’assenza della dicitura Salvini premier come se ci fosse in attio una desalvinizzazione del partito.Non si tratta, però, di una novità assoluta. Perché il 21 giugno, a Dignano, teatro della festa della Lega friulana e giuliana, il simbolo “desalvinizzato” (con il nome sovrascritto dall’acronimo FVG) aveva debuttato in un banner, condiviso dalle feste lombarde di Adro e Sumirago e imitato, tra gli altri, dal capogruppo dei senatori, Massimiliano Romeo, nell’immagine a corredo dei suoi post. Ben più che una riforma grafica, insomma.
Che aria si respira nella Lega? Quella dello scontro tra il cerchio magico di Salvini e il fronte del nord guidato da Zaia, Fedriga e Fontana uniti nel bocciare la linea del segretario, reputata sorda alla questione settentrionale e alla battaglia identitaria dell’autonomia; e improntata, piuttosto, alla rincorsa all’estrema destra nel segno del populismo sovranista. In questo contesto di scontro i sondaggi che vedono la Lega superata anche da Futuro Nazionale, il movimento politico fondato dal generale Vannacci non agevolano certo Salvini, anzi..



