Conosco, da tempo, Federico Paolucci, militante, fin dalla gioventù della destra sociale sannita, nel Msi prima in An poi, apprezzato dirigente politico in Fratelli d’Italia e Indipendenza, formazione politica che ha abbandonato, dopo che quest’ ultima è confluita in Futuro, oggi è approdato in Italia Domani la nuova formazione politica sovranista fondata da Marco Rizzo come ci comunica in un post pubblicato sui suoi canali social che riportiamo fedelmente
HO SCIOLTO LA RISERVA: VADO VERSO IL FUTURO. VADO CON MARCO RIZZO E ITALIA DOMANI
Avevo preannunciato una pausa di riflessione politica. Era necessario.
Sono stato protagonista, dalla prima età giovanile, della politica locale e non solo, sempre per passione.
Mi sono trovato a destra, perché, con madre socialista e padre democristiano, mi sembrava la scelta più opportuna, trovandomi in un mondo giovanile nel quale i miei coetanei passavano direttamente dal catechismo, all’azione cattolica ed alla DC; e gli antagonisti erano tutti di sinistra. Non sono mai stato un fascista, al di là di alcune suggestioni, comprensibili a quell’età. Ma un’anticonformista, si.
Ho preso una pausa di riflessione, perché dopo la delusione – umana, prima che politica – di FdI (la Meloni non c’entra, la stimo, anche se non condivido le sue scelte a cominciare dall’Ucraina), ho seguito Alemanno, mio riferimento da sempre nella “destra sociale”. L’ingresso in Vannacci, com’è noto, mi ha creato delle perplessità politiche, sui grandi temi (vedi il silenzio assenso su Israele e Nethanyau) e sul posizionameno: non ho capito il senso di creare una competizione a destra della destra: è il cassandra crossing verso una inevitabile distruttiva diaspora di ciò che resta della destra. A proposito, cosa resta?
Poi, avevo già in mente, da anni, che era ora di chiudere la stagione USA-guidata della destra c/sinistra, dei fascisti c/antifascisti e che quindi era necessario attualizzare le questioni e i conflitti. Guardate i giovani: pensate che la loro preoccupazione sia quella del fascismo e dell’antifascismo o, piuttosto, di un futuro che vedono sempre più incerto? E pensate che veramente abbiano ancora voglia di essere cittadini del mondo o non pensino, invece, che vorrebbero vivere in Italia (il paese più bello del mondo, anche senza il bollino Unesco), se l’Italia desse loro le possibilità che hanno negli altri paesi in cui sono costretti ad emigrare?
Allora, sciolgo le riserve. Credo di essere stato sempre coerente, nel mio percorso politico. Oggi la battaglia non è più destra contro sinistra, fascismo/antifascismo. E’ popolo (e classe media che sta ai play out), contro le élite che stringono i popoli e gli stati dalle protuberanze maschili.
E’ necessario un cambio di passo. E’ necessario lanciare il cuore oltre l’ostacolo.
Ci vogliono persone esperte e indipendenti che guidino i giovani verso un percorso di riappropriazione della propria terra, delle proprie origini, che supportino le loro intelligenze e le loro capacità. Che governino, con le capacità che abbiamo, le nuove sfide del futuro.
Sul piano locale, auspico una grande alleanza di popolo che – esiti giudiziari a parte – chiuda la stagione dell’asso pigliatutto, giocato in famiglia dalle tre scimmiette (non vedo, non sento, non parlo: il “che ne so io” è un’ammissione di incapacità o di connivenza). Non so cosa sia peggio. Io lavoro, nonostante 45 anni di politica, senza l’aiuto della politica. E’ ora che (tranne qualcuno in buona fede), vi dedichiate anche voi ad un sano ed onesto lavoro. Sono stanco di vedere i privilegiati che vivono una vita in vacanza sulle spalle dei bisognosi.
Sul piano nazionale, dopo la pausa di riflessione di agosto, che avevo anticipato, ho scelto. Vado con Marco Rizzo. L’unico che ha veramente superato gli steccati e guarda al futuro. Il 3 ottobre sarò al congresso fondativo a Roma di Italia Domani.
Tutto il resto, è un derby tra tifoserie, che non mi interessa. Non resto a Destra, non vado a sinistra, vado tra i vivi, tra chi ha ancora voglia di guardare avanti.
Sogno la capacità e la fantasia al potere. Che siano suggestioni Ghevariane o Dannunziane, non conta. Contano le idee. Non chi le rappresenta.



