Terminata questa brutta storia, Andrea Pirlo magari leggerà Alexander Dugin ascoltando un bel CD di musica classica con orchestra diretta dal maestro Valery Georgiev.
Diamo il benvenuto a Pirlo nella grande famiglia dei filorussi a cui aderiscono, anche a loro insaputa, chiunque abbia un legame, di qualsiasi natura, con la Russia, categoria dello spirito, su cui il nostro paese e l’Europa tutta sfogano un assurdo desiderio di intransigenza che però, scompare per cose ben più serie.
Pirlo non è solo, anzi è in buona compagnia. Valery Georgiev, famoso direttore di orchestra russo se l’ è dovuta vedere niente di meno che con Beppe Sala, in versione sceriffo che dichiarò:”condanni l’ invasione o salta la collaborazione con la Scala e poi con la Reggia di Caserta che lo ha aveva invitato per un concerto salvo.scoprire che era russo.*L’arte è libera ma la propaganda è una altra cosa” disse il ministro Giuli.
Al posto del concerto del direttore russo ci fu un presidio con la Picierno e militanti europeisti di PD, Azione, Più Europa.
Anna Netrebko ha rinunciare alla Scala di Milano, Ildar Abdrazakov è stato prima invitato, poi respinto all’Arena di Verona. A Pietrangelo Buttafuoco , direttore della Biennale di Venezia l’Ue ha revocato 2 milioni di euro di fondi. La sua colpa:;aver ospitato artisti russi.



